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mercoledì 24 aprile 2013

Ultime letture mangose

Visto che la pila di fumetti da leggere è alta quasi quanto me, ho deciso di prendere in mano la situazione ù_ù
Peccato che continui comunque a crescere incontrollata...che abbiano inziato a riprodursi??? In ogni caso, partiamo con letture!
I primi volumetti a cui mi sono dedicati sono stati i numeri 1 e 2 di Uchu Kyodai - Fratelli nello spazio di Chuya Koyama, seinen manga ad ambientazione spaziale/futuristica.
Generalmente non apprezzo moltissimo il genere fantascentifico: ho fatto vari tentativi (Planetes, che era molto bello; The Five Star Stories, che è una cosa folle, ma comunque apprezzabile; Record of the Venus Wars, che non ho neppure completato), quindi mi sono approcciata a questa serie pensando "Massì, non mi piacereanno e lascerò perdere"...figuriamoci é_è
Uchu Kyodai parla di tutto meno che di spazio e mondi alieni, anzi! La vicenda si concentra sui due fratelli in copertina, specialmente sul maggiore, e sul fatto che rinunciare ai propri sogni e alle proprie aspirazioni con troppa facilità non porta mai a nulla, se non ad una vita fatta di rimpianti.
Ovviamente, visto che il sogno di entrambi i fratelli è andare nello spazio, si parlerà anche di astronavi, allenamenti preparatori ed astronauti, ma il tutto sarà funzionale alla storia. La serie è ancora in corso in Giappone (attualmente conta 20 volumi) e da circa un anno va in onda l'anime, che conta per ora 47 episodi.

Il terzo volumetto letto è stato il divertentissimo Thermae Romae n°V di Mari Yamazaki ù_ù Per chi ignorasse la trama, il protagonista del manga è l'ingegnere romano Lucio che,  per qualche misteriosa ragione, si ritrova catapultato nel Giappone moderno passando attraverso...le terme! E' un manga fortemente umoristico, con tutte le dis-avventure del nostro Lucio, che piano piano inzia ad apprezzare sempre di più l'arte delle terme giapponesi, tanto da ispirarsi ad essa per alcuni dei suoi lavori.
Questo volume è, purtroppo il penultimo, quindi non voglio spoilerare troppo: dico soltanto che è una serie davvero ben fatta, che trasuda passione per entrambe le culture esplorate e che non può mancare in libreria. Magari quando uscirà l'ultimo volume farò un post dedicato all'intera serie!
Il penultimo volumetto letto è stato Dreamin' Sun n°2 di Ichigo Takano. La lettura del primo numero mi aveva lasciata piuttosto freddina, anche perchè più di metà dei capitoli servivano ad introdurre i personaggi e a spiegare come Shimana fosse andata a vivere da sola in una casa abitata da tre uomini; certi passaggi mi erano sembrati un po' forzati, nel senso, quale padre lascerebbe la propria figlia 16enne andare via di casa per poi vederla trasferirsi in un appartamento pieno di sconosciuti?
Il secondo numero è stato molto più piacevole, visto che si concentra più sulle vicende sentimentali dei protagonisti, delineando un triangolo molto interessante :D (e io non amo molto i triangoli è_é)
Aspetto con curiosità il 3° volume in modo da poter decidere se continuare la serie o meno.
L'ultimissimo manga letto è Five n°2 di Shiori Furukawa, uno shoujo scolastico del quale sapevo ben poco, ma che ho preso convinta dalle recensioni positive e dal basso prezzo di copertina. Putroppo la mia avventura con questo manga si chiude qui: se il primo numero mi era sembrato assurdo ed esasperato in certi punti (tipo la prova di sopravvivenza nella giungla...ovviamente, quale scuola non manderebbe i propri allievi nella giungla -_-') il secondo è stato peggio: *spoiler!*
si assiste infatti alla classica gita scolastica, che però prevede che gli studenti, divisi in gruppi di 6, vadano in giro per il mondo senza accompagnatori o che altro.
Ovviamente, i 6 protagonisti finisco nello stesso gruppo e si recano ad Atami, dove Hina incontrerà un vecchio compagno di classe dalle intenzioni non proprio candide.
La situazione sentimentale non ha nessuno sviluppo, anzi, Hina sembra abbastanza ingnara di quello che le accade intorno, mentre i 5 figoni che la attorniano hanno il background e l'appeal di una zucchina. Un vero peccato, magari sarebbe migliorato nei prossimi numeri, ma putroppo non ho posto e soldi per dedicarmi a serie che mi convincono poco.

Alla prossima, forse con altre letture fumettose, ma stavolta da occidente :)

venerdì 5 aprile 2013

La leggenda di Arata - Yuu Watase

Sì, è una serie piena di gnoccoloni...no, non ho nulla da ridire in proposito :D
Lo so lo so, non scrivo più nulla da secoli, ma di secondo nome faccio Incostanza e di cognome Ozio, quindi fate voi...
Aehm, veniamo al manga in questione che è meglio...
La leggenda di Arata è un manga a tematica fantasy scritto e disegnato da Yuu Watase, autrice anche di Fushigi Yuugi (che attende di essere ritirato alla posta), Alice 19th e del bellissimo quanto tragico Sakura Gaari.
La storia inizia presentandoci i due protagonisti, entrambi chiamati Arata: l'Arata che vive a Tokyo ha i suoi problemi nell'affrontare la vita scolastica, funestata da continui atti di bullismo da parte dei compagni (di uno in particolare) mentre l'altro Arata, che vive nella terra di Amawa, viene costretto a travestirsi da donna per prendere parte alla cerimonia di successione della principessa; tuttavia le cose non vanno come sperato e Arata-di-Amawa si ritrova coinvolto in un vero e proprio colpo di stato e finirà per diventare il capro espiatorio. Tentando di sfuggire alla cattura, si scambierà con l'Arata-di-Tokyo, dando il via ad una saga fantasy davvero bellissima.

Arata e Kotoha la maga bianca, l'uneme °°
Avevo sentito parlare di questo manga su Youtube e, avendo trovato il primo numero in fumetteria, mi sono detta "perchè no?" Devo dire che ho fatto decisamente bene.
Man mano che si procede nella lettura ci si trova davanti a diverse situazioni che sono molto familiari ai lettori abituali di saghe fantasy: in primis, Arata è il classico prescelto da forze superiori che deve affrontare mille pericoli, crescendo e maturando; seconda cosa, durante il viaggio intrapreso per raggiungere e salvare la principessa (Sorry, but your princess is in another castle!) al gruppo inizialmente composto dai soli Arata e Kotoha (la guaritrice) si aggiungeranno nuovi membri, tra cui Kanate (il ladro), Kannagi (lo spadaccino, inizialmente nemico di Arata, ma che inizia ad ammirarlo quando si rende conto della sua forza), Mikusa e Rami (la prima è una donna che si traveste da uomo e la seconda un'altra guaritrice) e Yataka (un custode come Arata e Kannagi)

L'altro Arata
Parallelamente alle vicissitudini di Arata-di-Tokyo, anche l'altro Arata deve imparare ad ambientarsi in un mondo sconosciuto e ad una vita che non è la sua, portando scompiglio e incontrando alcuni personaggi decisamente interessanti.

L'autrice riesce a dare la stessa importanza ad entrambi i protagonisti, alternando il punto di vista dall'uno all'altro per mostrarci come i nemici tramino per distruggerli, senza appesantire o rallentare la narrazione.

 I temi del viaggio e della crescita interiore sono sviluppati benissimo dalla Watase, che oltre a mostrarci power-up sempre maggiori, ci fa vedere quali sono le difficoltà e le incertezze che turbano l'animo "dell'eroe", che cerca sempre una via alternativa allo scontro all'ultimo sangue senza comunque cadere nell'abisso del buonismo a tutti i costi.

Ovviamente, come in ogni fantasy che si rispetti, non mancano i nemici da sconfiggere e l'avvicinamento progressivo ad un "boss finale", della cui identità non sono ancora molto sicura.

Il gradevolissimo Kadowaki
Il tratto è quello inconfondibile dell'autrice: preciso e molto dettagliato, con degli sfondi non curatissimi, ma comunque funzionali, ha anche il grande pregio di rendere chiare e comprensibili le scene d'azione (e no, non è per nulla scontato)

L'edzione è quella scrausissima della Planet da edicola, anche se poi esce solo in fumetteria e il prezzo ha subito aumenti per via delle scarse vendite; per quanto riguarda questo problema, mi trovo d'accordo con chi, su Youtube, diceva che i maschi lo snobbano perchè è della Watase e le femmine idem perchè non è uno shoujo.

Va riconosciuto che l'impostazione è "femminile": i personaggi sono molto concentrati sui propri sentimenti e su quelli altrui, oltre che sulle battaglie, il che può risultare noioso per chi cerca solo le mazzate; trovo che sia una lettura forse più adatta ad un pubblico femminile, anche non abituato ai fantasy, ma non lo sconsiglierei in toto ai maschi, se apprezzano fumetti con delle dinamiche tra i personaggi ben approfondite.

Se non l'avete ancora fatto, compratevi i primi due-tre numeri, potrebbe davvero conquistarvi.

domenica 10 marzo 2013

Spice and Wolf - Isuna Hasekura (testi) e Keito Kōme (disegni)

In un villaggio lontano lontano, popolato da contadini dediti  alla coltivazione del grano, viveva un saggio lupo di nome Holo.
Holo aveva protetto i raccolti di quel villaggio per secoli, legata da una promessa fatta ad un giovane; tuttavia, col passare del tempo, la modernità prese il sopravvento e gli antichi riti pagani vennero soppiantati da tecniche di rotazione delle coltivazioni e simili.
Holo decise che era tempo di tornare al nord dal quale proveniva e saltò sul primo carretto disponibile, ovvero quello di Lawrence Kraft, mercante itinerante deciso a fare fortuna e ad aprire un negozio tutto suo. Grande fu la sorpresa di Lawrence quando si accorse che una bellissima ragazza, completamente nuda e munita di coda ed orecchie da lupo, si trovava proprio sul suo carretto...

Diciamocelo, questo sembra l'inizio dell'ennesimo ecchi con una protagonista molto moe, che si denuda ogni tre vignette, e una controparte maschile costantemente allupata, con pose imbarazzanti, guance che arrossiscono e occasionali palpate qua e là.
Sinceramente, quando uscì il primo numero di questo manga, fu proprio questa l'impressione che ebbi nel leggere i riassunti; c'erano delle recensioni positive, ma non bastarono a farmi cambiare idea.
Poi ho recuperato in blocco i primi 6 numeri usciti e mi sono ricreduta subito.

Innanzi tutto, è vero che Holo è nuda per buona parte del primo volume, che si mette in pose provocanti e fa gran mostra della sua bellissima coda, ma tutto questo non è mai volgare o finto-imbarazzato (come succede per la quasi totalità degli ecchi) anzi, sono delle tavole molto belle e utili ai fini della storia.
Seconda cosa, Lawrence è effettivamente imbarazzato all'inzio, ma ne ha tutte le ragioni: ci troviamo infatti in un periodo storico simil-medievale, con la chiesa impegnata in una strenua lotta al paganesimo e all'immoralità, immaginatevi quindi il rischio di farsi beccare con una tipa nuda sul proprio carretto.
Tuttavia, da bravo commerciante, Lawrence riesce ad accordarsi con Holo: lui la accompagnerà al nord e lei lo aiuterà, con la sua grande saggezza, nella conduzione dei suoi affari.

Terminato questo preambolo, il manga si mostra per quello che è davvero, cioè il racconto di un viaggio...d'affari! Uno dei temi principali è proprio il commercio e i personaggi faranno lunghe conversazioni e complesse trattative per cercare di strappare il prezzo migliore ed evitare le fregature; in molti tenteranno di imbrogliare Lawrence, ma Holo non è assolutamente una stupida e riuscirà quasi sempre ad evitare i guai, con arguzia e senza fare quella che sa sempre tutto.

Contemporaneamente alle trattative, il rapporto tra i due andrà pian piano sviluppandosi ed approfondendosi, lasciando spazio a varie possibilità per i prossimi volumi (e io tifo per la svolta love-love, ma non ne sono così sicura)

Per quando riguarda il tratto, a parte qualche incertezza sui visi, l'ho trovato di mio gusto, pulito e con sfondi molto curati. Ecco un paio di tavole giusto per fare un esempio.





Una piccola ma importante nota: il manga è tratto da una serie di light novel (come Toradora, Another e No.6) che conta la bellezza di 17 volumi, inedite in Italia, ma pubblicate fino al volume 7 dalla YenPress in inglese e acquistabili qui.

Che dire, non è un manga proprio per tutti, viste le lunghe parti dedicate ai commerci e alle trattative, ma lo consiglio a chi ha voglia di leggersi una bella storia con un tocco sovrannaturale e una protagonista davvero tosta e divertente.

lunedì 4 marzo 2013

Hell's Angels - Sin-ichi Hiromoto

Visto che il post su Furuba non vuole proprio venire fuori, ecco qui una mini-recensione su un manga davvero fuori di testa :D

Hell's Angels inizia con una liceale in ritardo, che corre verso la scuola nel tentativo di non farsi chiudere fuori dai cancelli proprio il primo giorno. Arrivata ad un attraversamento pedonale si accorge di un gattino nero che sta per essere investito e lo salva. Peccato che due secondi dopo sia proprio lei ad essere presa in pieno da un camion.
Rinne, è questo il nome della nostra liceale, sembra non accusare il colpo, tant'è che si rialza e si rimette a correre, varcando appena in tempo i cancelli della scuola.
Peccato che, appena entra in classe, si rende conto di non essere più nella sua realtà, bensì all'inferno!

Hellvis <3
La storia ruota, almeno inizialmente, sui tentativi di Rinne di tornare a casa, tra partite di pallavolo che nemmeno Mila, cani zombie e presidenti del consiglio studentesco davvero misteriosi.
Presto la nostra protagonista si renderà conto che qualcosa non quadra nel comportamento del preside Hellvis (sì, ha la pitta e i vesititi attillati come Elvis xD) e che la scuola nasconde un segreto legato al primo omicidio della storia dell'umanità. Sì, sto parlando di Caino e Abele.

Non voglio dire di più sulla trama in se, che merita di essere scoperta leggendo (tanto l'impegno è breve, sono solo tre numeri); quello che secondo me è degno di nota è la determinazione della protagonista nel perseguire il suo fine, quello di tornare a casa, che riuscirà a trasmettere anche agli altri studenti della scuola infernale. Il messaggio è chiaro: si è artefici del proprio destino e dare la colpa agli altri per i propri fallimenti è (quasi) sempre sbagliato; è una banalità? Pazienza, è pur sempre un fumetto che non pretende di diventare la bibbia o di svelare i misteri della vita, ma che cerca di trasmettere un messaggio positivo.

L'umorismo della serie è abbastanza delirante, ma ho apprezzato particolarmente il fatto che l'autore riprenda un avvenimento biblico e lo rimaneggi considerandolo alla stregua di tutte le altre mitologie, atteggiamento che ho incontrato spesso nei manga.

Il tratto è molto particolare, "sporco" ma nel contempo curato, specialmente per quanto riguarda le diavolesse super sexy che popolano la classe di Rinne; a tratti mi ha ricordato il Burton delle illustrazioni del "Bambino Ostrica", con tutti quegli spunzoni, punti di sutura e affini.

L'edizione Starcomics è di buona qualità: i volumi non perdono le pagine nonostante abbiano ormai qualche anno (il primo è uscito nel 2004) e l'inchiostro non resta sulle dita, il che è una gran cosa se si pensa che buona parte delle tavole ha un sacco di nero.

Un manga leggero, adatto per passare un paio d'orette di relax, senza però essere stupido.

martedì 12 febbraio 2013

Kaguya Hime - La principessa splendente

Akira Okada è stata abbandonata, appena nata, in mezzo ad una foresta di bambù; sarebbe dovuta morire, ma un uomo l'ha ritrovata per puro caso e l'ha salvata.
15 anni dopo, Akira vive con la matrigna e la sorellastra, ma la sua vita non è idilliaca: la matrigna, Shoko, l'ha praticamente costretta a diventare la sua amante e modella per tutti i suoi quadri e la sorellastra, Mayu, le impedisce di stringere amicizie simulando continui malori o ferendosi volontariamente.
Ma una sera, durante una mostra dei quadri di Shoko, due ragazzi irrompono e, armati di lanciafiamme, distruggono tutti i dipinti che raffigurano la ragazza e la portano via per condurla sull'isola di Kabukijima.
Ecco l'antefatto di uno dei manga più belli mai portati in Italia da Planet Manga e, come tutti i bei fumetti di questa casa editrice, anche uno dei più snobbati dal grande pubblico.
Probabilmente l'incipit fa pensare ad una storia banale, tipo orfanella sventurata che scopre le proprie origini grazie a due bei ragazzi, con i quali formerà inevitabilmente un triangolo; Kaguya Hime è completamente diverso.
Fin da subito la storia si dirige in tutt'altra direzione, mostrandoci...un sacrificio umano! Sì, perchè sull'isola di Kabukijima risiede la Principessa Splendente, che fu mandata sulla Terra in esilio per aver commesso un grave peccato e fu trovata tra i bambù da un uomo che la tenne con se; la Principessa ha bisogno di sacrifici e gli orfani ospiti dell'isola sono destinati a lei.
Ma la realtà è ben diversa da come appare: forse il mistero che avvolge le origini degli orfani dell'isola è ancora più incredibile dell'avverarsi di un'antica leggenda, forse ha a che fare con la salvaguardia degli equilibri internazionali...non dirò di più, perchè rovinerebbe la sorpresa e il piacere di scoprire una trama complessa e prefettamente gestita da un'autrice che non sbaglia mai un colpo.

Mentre andavo avanti con la lettura, attorno al volume 13-14, mi domandavo per quanto ancora la Shimizu avrebbe retto senza far affondare la storia nel pantano dell'allungamento forzato, magari calcando la mano sulle rivalità tra gli orfani per la conquista del cuore di Akira, oppure esagerando con gli intrighi perdendone poi il filo; non è successo.
Ogni azione ha la sua spiegazione, ogni personaggio viene approfondito, le sue reazioni e le sue scelte giustificate senza mai scadere nel patetico o nella lacrima facile, nonostante la delicatezza di alcuni argomenti trattati.
Anche Midori, che negli ultimi volumi fa un discorso di quelli molto edificanti su quanto sia sbagliato odiare gli altri, anche se ci fanno del male, non suona falso o stucchevole, ma è protagonista di alcune delle più belle pagine del manga.
L'unico personaggio che non mi è piaciuto è stata Mayu: il suo continuo fare la vittima per tenere Akira legata a se mi ha disturbato per tutto il tempo, nonostante le sue ragioni siano perfettamente spiegate.
Forse solo negli ultimi volumi si assiste ad un cambiamento profondo e difficoltoso, come del resto è naturale che sia per una ragazza col suo carattere.



Sinceramente mi spiace molto che questo manga sia stato accolto con freddezza e snobbato dalla maggior parte dei lettori, perchè ha veramente tutto: azione, amore tanto intenso da diventare ossessione, personaggi carismatici e, ripeto, una trama gestita alla perfezione che non perde mai un colpo.
La grafica è superlativa: la Shimizu ha un tratto pulitissimo e un'attenzione per i particolari che è seconda solo a quella di Kaoru Mori e gestisce benissimo le tavole, che non sono mai caotiche o pesanti e mostrano anche le sequenze d'azione in modo chiarissimo.



L'edizione Planet è veramente pessima: iniziato nel 2003, i primi volumi erano un po' più della metà di un volume originale, poi il numero di pagine venne aumentato e la serie passò solo in fumetteria, per essere conclusa solo lo scorso anno (il che è già una fortuna). Il formato è quello standard delle edizioni da edicola, senza sovraccoperta o pagine a colori, con una rilegatura talmente dura da rendere impossibile la lettura dei baloon centrali. Seriamente, mentre leggevo gli ultimi volumi avevo male alle mani per lo sforzo di tenerli il più aperti possibile senza frantumare la costina.

E' stata una scelta coraggiosa quella di pubblicare uno shoujo così atipico nel 2003: forse il pubblico non era ancora maturo per una serie del genere, oppure non è stato pubblicizzato a sufficienza, fatto sta che le vendite sono state disastrose e ora è difficile reperire i primi volumi perchè sono esauriti sul sito della Planet.
Non è un fumetto che consiglierei a tutti a prescindere: bisogna avere una certa "esperienza" coi manga e con i fumetti in generale, aver letto qualcosa di più dei classici shoujo scolastici o degli shonen mazzate&amicizia vera e, sopratutto, aver voglia di imbarcarsi in una storia lunga e complessa che richiede attenzione e parecchio tempo.