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mercoledì 28 maggio 2014

Ultime letture #1

Perchè non ho molta voglia di commentare in dettaglio gli ultimi libri letti, quindi mettiamoli tutti insieme e via! Almeno si fanno compagnia '_'


Titolo: Player One
Titolo originale: Ready Player One
Autore: Ernest Cline
Casa Editrice: Isbn edizioni
Prezzo: 19,90€
Ebook: 9,90€











2045. Il mondo è diventato un postaccio; la crisi energetica ha raggiunto il punto di non ritorno e la maggior parte della popolazione vive in povertà. L'unica via di fuga da tutto è Oasis, una realtà virtuale dove si può essere chiunque si voglia, si può diventare famosi, ci si può addirittura sposare senza essersi mai incontrati. Peccato che alla morte del suo creatore James Halliday, Oasis rischia di finire tra le grinfie della IOI, gelida multinazionale interessata solo al profitto.
Fortuna che Halliday si è inventato un metodo assurdo per poter ottenere la proprietà di Oasis (e tutto il suo cospicuo patrimonio), ovvero la caccia all'Easter Egg. Ovviamente, dopo 5 anni dalla morte di Halliday, sarà il protagonista Wade Watts a scoprire il primo degli indizi e a dare inizio ad una lotta sfrenata, senza esclusione di colpi.

A parte la miriade di riferimenti alla pop culture degli anni '80, che rende il libro particolarmente (ma non esclusivamente) apprezzabile da chi è cresciuto in quel periodo, Player One ci racconta una storia di crescita e ci mostra un'evoluzione dei personaggi molto ben approfondita, tanto che alla fine ho avuto la sensazione di leggere di persone vere più che di semplici protagonisti di carta.
Il messaggio finale, pur sembrando un po' scontato, è molto attuale se ci si ferma a riflettere un po'.
Decisamente consigliatissimo, specie agli appassionati di videogames d'epoca :D


 Titolo: Onyx (Lux Series #2)
Titolo originale: Onyx (Lux Series #2)
Autore: Jennifer L. Armentrout
Casa editrice: Giunti editore
Prezzo: 12€
Ebook: 6,99€











Passiamo ad un seguito, del quale non voglio approfondire più di tanto la trama onde evitare spoiler. Perchè la trama è così complessa e ricca di misteri che potrei rovinarvi l'esperienza. Sì, sono sarcastica ò_ò
Se in Obsidian, primo libro della serie, avevamo trovato alieni luccicanti, attrazione fatale fra i due protagonisti, nemici crudeli e comprimari simpatici, in Onyx troveremo...esattamente le stesse cose. C'è qualche aggiunta sul fronte nemici, ma vabbè, dettagli.
Tuttavia non riesco a giudicare questo libro con troppa puntigliosità, perchè fa il suo mestiere in maniera ottima intrattenendo il lettore per poche ore, senza prendersi sul serio come invece faceva il suo predecessore vampiresco.
Personalmente ho trovato i dialoghi divertenti e la trama rapida e scorrevole, senza grossi fronzoli o scene eccessivamente angst.
Cosigliato per passare una giornata o due staccando del tutto il cervello.


Titolo: Avevano spento anche la luna
Titolo originale: Between shades of gray
Autore: Ruta Sepetys
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 18€/9,90€
Ebook: 6,99€










Mi resta un po' più difficile parlare di quest'ultimo libro, che racconta la storia di Lina, deportata in Siberia insieme alla madre e al fratello per l'unica colpa di essere figlia di un professore universitario lituano.
E' un libro indirizzato ad un pubblico giovane (sempre i famosi Young Adult, che non si capisce se sono i 16enni, i 18enni o cosa) scritto con un linguaggio semplice e diretto, che però riesce a coinvolgere il lettore e a renderlo partecipe in parte dei drammi vissuti da questo popolo. Perchè no, Stalin non aveva nulla da invidiare al suo avversario tedesco.
Personalmente, questo libro mi ha trasmesso un sacco di rabbia e di impotenza, lasciandomi quasi frustrata alla fine della lettura; come è possibile essere così disumani da obbedire ad ordini così insensati? Come si fa ad avere tanta paura del "diverso", solo perchè qualcun altro ce lo ha indicato come pericoloso?
Suppongo che sia la domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto. 42, in ogni caso.
Consigliato, ma preparatevi psicologicamente ad un libro "peso".

lunedì 5 maggio 2014

Divergent - Veronica Roth

Arriva la primavera e io leggo un po' di romanzi distopici. Che poi distopici è una parola grossa, ma vabbè, diciamo che per semplicità classifico così Hunger Games e compagnia.

Titolo: Divergent (Divergent #1)
Autrice: Veronica Roth
Pagine: 489
Casa editrice: HarperCollins
Uscita: 27/02/2014
Prezzo: 22€ (prezzo boxset)
Voto: *** 1/2










Premessa: a me Hunger Games è piaciuto poco rispetto alla media. C'erano delle idee carine, il secondo della saga si è meritato quattro stelline anobiane per la creatività nella progettazione dell'arena, ma nulla di più.
Leggendo Divergent ho avuto la conferma delle mie impressioni sul genere YA distopico: c'è poco approfondimento della situazione sociale a favore di scene d'azione e romantiche (bongiorno e quattr'ova, come si dice dalle mie parti)
Ci tengo a sottolineare che non cerco Orwell o Huxley in questo genere di romanzi, ma un minimo di approfondimento mi risulta sempre gradito.

La protagonista della storia è Beatrice "Tris" Prior, una sedicenne che vive in una Chicago distopica, dove la popolazione è divisa in cinque fazioni: Abnegati, Coraggiosi, Eruditi, Candidi e Amichevoli (queste sono le mie traduzioni, non so come siano i nomi nell'edizione italiana)
Quando Tris sceglie di abbandonare la sua fazione, gli Abnegati, per i Coraggiosi la sua vita subisce uno sconvolgimento non da poco e i suoi problemi sono solo all'inizio.

Ho trovato il ritmo del romanzo molto serrato, con giusto un po' di rallentamento nella parte centrale: seguiamo l'iniziazione di Tris e la sua evoluzione personale, fino alle scoperte che porteranno agli eventi alla fine del libro (che ovviamente tira solo in parte le fila della storia, essendo il primo di una trilogia). Il problema più grosso l'ho avuto col fatto che l'arco di tempo in cui si svolge tutto sia di sole 2 settimane o giù di lì: Tris non solo diventa Wonder Woman, ma si innamora pure del bellone di turno, Four.
Non ho problemi con le storie d'amore, ma l'insta-love azzera completamente qualsiasi coinvolgimento potessi provare in precedenza e non è credibile che un'Abnegata, che non ha mai fatto attività fisica, diventi capace di scalare una ruota panoramica in solo una settimana.

I personaggi principali sono approfonditi quel tanto che basta per dargli un po' di spessore, ma i secondari (come succede quasi sempre) risultano messi lì tanto per fare numero e sappiamo pochissimo delle store di Al, Christina e Will.
Ancora una volta, non pretendo l'approfondimento di Tolkien, ma un minimo di background sì. Giusto per sapere se 'sta gente è esistita prima di incontrare Tris o se sono germogliati dal suolo lì per lì.

Il libro ha il grande difetto di essere scritto in prima persona presente: ora capisco che le americane stravedano per questa cosa, ma il tempo della narrazione non era il passato? E la terza persona non dava la possibilità di approfondire meglio i personaggi? Misteri della fede.

In conclusione, lo consiglierei a chi ha voglia di un libro leggero e avventuroso e a chi ha amato Hunger Games, ma se cercate approfondimento dei personaggi e world-building almeno decenti rimarrete un po' delusi.

Titolo italiano: Divergent
Editore: DeAgostini
Prezzo: 14,90
Prezzo ebook: 8,99

lunedì 28 aprile 2014

La Torre Nera - Stephen King (Vol. 1 - 2)

Nel caso non si fosse capito, a me King piace. Tanto. Oh <3
Dopo anni passati a girarci intorno come un cane che si fa la cuccia, mi sono decisa a inziare la saga della Torre Nera.
La suddetta si compone (per ora) di 8 libri, tutti pubblicati in Italia da Sperling&Kupfer e disponibili in paperback; oltre ai volumi principali, tantissime altre opere del Re sono collegate all'universo della Torre, ad esempio It, Insomnia, L'ombra dello scorpione, La casa del buio, ma anche molti altri che non ho letto (bontà sua, sforna libri come se fossero biscotti °_°')

I primi due volumi della saga sono molto introduttivi e forse è per questo che la prima volta mi sono arenata alla fine del secondo.

Titolo: L'ultimo cavaliere (The Gunslinger)
Autore: Stephen King
Pagine: 223
Casa Editrice: Sperling&Kupfer
Uscita: 2003
Prezzo: 8,50









L'ultimo cavaliere si apre con un inseguimento: Roland di Gilead è sulle tracce l'Uomo in Nero attraverso un mondo che "è andato avanti"; il suo è un viaggio per lo più solitario, intervallato da sporadici incontri con gente che sopravvive a stento, circondata dalla siccità e dalla rovina.
L'incontro che segnerà Roland sarà quello con Jake, un bambino morto in un altro mondo e misteriosamente apparso nel suo.

Non scopriamo granchè su Roland o sul suo mondo in questo libro: alcuni flashback ci mostrano come è diventato un pistolero e come viveva prima che il mondo andasse avanti, ma niente di più.
Ancor meno sappiamo su Jake e sull'Uomo in nero.
E' un libro che si legge velocemente, nel quale non mancano le scene d'azione e quelle più evocative, che ci mostrano scorci di un mondo simile al nostro, nel quale qualcosa è andato storto.
Si sente che è un'opera giovanile anche se non è poi tanto difficile riconoscere il King a cui siamo abituati di solito.

Il bello viene col libro successivo, La chiamata dei Tre.


Titolo: La chiamata dei Tre (The Drawning of the Three)
Autore: Stephen King
Pagine: 347
Casa Editrice: Sperlink&Kupfer
Uscita: 2003
Prezzo: 8,50








Roland ha ricevuto una profezia dall'Uomo in Nero, tre si uniranno a lui nella sua ricerca della Torre: Il Prigioniero, La Signora delle Ombre e La Morte. Ma prima di trovarli, sarà assalito da strane creature mutanti che lo mutileranno e gli trasmetteranno un'infezione letale. Di più non dico, perchè l'arrivo dei Tre riserverà non pochi momenti di suspance e scoprire le loro storie è stato emozionante, la prima volta che ho letto il libro.

Il grosso difetto di questo libro è che si ha la sensazione di muoversi di pochissimo nel viaggio verso la Torre: Roland è malato e i suoi compagni inzialmente potranno fare poco. Non ho trovato parti che fossero "di troppo" durante la lettura, anzi, tutto serve a tratteggiare con precisione le personalità dei Tre e a darci qualche indizio in più su quella di Roland, ma a lettura finita ho avuto la sensazione di essere uscita da un pantano particolarmente appiccicoso, per vedere finalmente il vero inzio del viaggio.
Ovviamente non è un brutto libro, solo che è caratterizzato dalla stessa lentezza che ho riscontrato nell'Ombra dello Scorpione: prima di arrivare al cuore della storia ci vogliono tante pagine e tanti elementi, fondamentali, ma tanti.
Il "problema" è che l'Ombra dello Scorpione (ma anche Insomnia) è un solo libro nel quale tutto si conclude, mentre La Chiamata è parte di una saga, quindi non si conclude proprio nulla e si devono per forza leggere anche i seguiti.
Che vi assicuro non sono così lenti.

Dopo tutto ciò, sembra che i due libri non mi siano piaciuti, ma non è così: l'ambientazione e la caratterizzazione dei personaggi sono perfette e questi sono due elementi fondamentali per me in un libro; inoltre, il tema del viaggio verso qualcosa, della ricerca, mi affascina tantissimo e qui è trattato divinamente.

Consigliare questi libri è difficile: o si è fan di King, e allora si vuol leggere tutto senza farsi impressionare dalla lentezza, o si apprezzano libri nei quali l'azione è sacrificata per dare spazio alla caratterizzazione; in caso contrario è meglio tenersi alla larga e lanciarsi su fantasy dal ritmo più serrato o dedicarsi ad altri libri del Re, come ad esempio le raccolte di racconti.

venerdì 25 aprile 2014

Project 10 books!!

Buon giorno a tutti!!
Siccome sto sempre tentando di metabolizzare la rilettura dei primi due volumi della Torre Nera dello zio King, avevo bisogno di poter scrivere un post poco impegnativo e anche divertente e cosa c'è di meglio che frugare fra le mie altissime pile di libri non letti per inziare un progettino nuovo?

 Giusto due righe di presentazione: il Project 10 Books nasce per quelli che, come me, non riescono ad entrare in una libreria ed uscirne senza almeno un libro nuovo, per quelli che alle bancarelle dell'usato non riescono proprio a resistere, quelli che se vedono libri a sconto vengono colti da raptus e finiscono per spendere 10 volte di più che nei giorni normali.
In sostanza, si scelgono 10 libri dalla pila dei non iniziati e fino a che non si sono letti tutti non se ne possono comprare altri.
Nella mia personale versione di questa sfida ho deciso che ne potrò comprare 2 ogni 10 letti, escluse le offerte quotidiane per il Kindle, nel caso ci fosse qualcosa di interessante, che tanto non occupano posto e costano massimo 2€ (Che c'è? Chi ha parlato di scappatoie?? Dov'è che lo uccido???)

Sceglierò 5 libri da sola e ne sorteggerò 5 dal mistico Barattolo dei Non Iniziati del quale parlerò in futuro :D 

Il prode Geek Cavey e Dalek mi assistono nell'estrazione

Dunque la mia lista è questa:
- La Sfera del buio (La Torre Nera #4) di S.King
- Player One di E.Cline
- Raven Boys di M.Stiefvater
- L'ordine della Spada di V.de Winter
- Il trono di spade II di G.R.R.Martin
- Onyx di J.L.Armentraut
- La voce invisibile del vento di C.Sànchez
- Abarat di C.Barker
- Rose Madder di S.King
- Quattro dopo mezzanotte di S.King

   
Ed eccoli qua!


 Che dire, spero di riuscire a portarlo in fondo in breve tempo (per poterlo ricominciare subito, viste le dimensioni godzilliane della mia pila di non inziati)

sabato 8 giugno 2013

The Selection - Kiera Cass


A Illea, un mondo futuro diviso in caste, amarsi non è facile. Lo sa bene America Singer, una Cinque (la casta degli artitsti) innamorata di Aspen, un Sei (la casta dei servitori); nonostante le difficoltà, il loro amore va avanti da 2 anni, ma un giorno arriva la lettera per partecipare alla Selezione.
La Selezione, che da il titolo al libro, è una specie di concorso, nel quale 35 ragazze gareggiano per ottenere la mano del principe del paese; tra rivalità, sotterfugi e amicizie, le concorrenti si ritroveranno immerse in un mondo ovattato, fatto di ricevimenti, cene di gala e continue incursioni di fotografi e troupe televisive; ma forse, a Illea non va tutto bene come si vorrebbe far credere e gli attacchi dei Ribelli alle autorità si fanno sempre più frequenti...

Ho conosciuto questo libro tramite Youtube, dove è molto gettonato tra le lettrici anglofone; generalmente, i commenti sono stati molto positivi, mentre ho notato più di un naso storto tra le lettrici italiane, sdegnate dal fatto che si trattasse di un libro incentrato su una gara per la conquista del cuore di un uomo: ma come, dopo anni di lotte è possibile che le donne ancora sognino cose del genere? Sì, dico io, perchè anni di lotte ci hanno fatto conquistare ben poco e gli uomini che ci circondano sono tutto meno che romantici principi da favola. In ogni caso, si tratta di fantasie, nessuno che abbia letto il libro potrebbe vedere dei tentativi di "indottrinamento" da parte dell'autrice :D

Ma passiamo alla storia e ai personaggi: il libro racconta gli avvenimenti del primo mese di permanenza delle ragazze al palazzo reale, tra sedute di trucco e parrucco, fotografie, romantici appuntamenti col principe Maxon e piccoli litigi tra le concorrenti, che tentano in tutti i modi di conquistare l'affetto (e la corona) messi in palio. 
Ovviamente, a conquistarsi l'affetto (per la corona, ci rivediamo forse nel prossimo libro :D) sarà la protagonista, America; fuggita da un amore apparentemente finito in malo modo, la ragazza si ritrova trasportata in un ambiente sconosciuto e affascinante, specialmente per lei che proviene da una casta bassa.
Il rapporto tra America e Maxon si sviluppa piano piano, partendo da un'amicizia divertentissima per approdare poi a qualcosa di più.

In genere, quando leggo questi libri, tendo ad avere grossi problemi con le protagoniste: Lena di Beautiful Creatures e Katniss di Hunger Games mi hanno infastidito più volte durante la storia, con comportamenti al limite dell'insensato; America invece ha un carattere forte e testardo, ma non resta indifferente a ciò che le accade intorno, cosa che in effetti sarebbe stata molto improbabile: sei in un castello, un principe ti sceglie come confidente e te fai la sdegnosa tutto il libro? Ma anche no. Devo dire che sono riuscita a impersonarmi nella protagonista più di quanto avrei pensato.
Per quanto riguarda i personaggi maschili, devo dire che parlare di quanto sia affascinante, romantico e cavalleresco Maxon (ma con quel tocco d'ingenuità e goffaggine che lo rende umano e abbordabile :D) è inutile. E' il principe, nient'altro da aggiungere.
Aspen invece è un personaggio col quale mi sono ritrovata a simpatizzare più di quanto avrei pensato: il fatto che voglia essere lui a provvedere ad America non denota, secondo me, maschilismo o altro, semplicemente, mostra che per lui sarebbe importante poter essere pari e poter contribuire in ugual misura al mantenimento della famiglia.
Intorno ai tre personaggi principali, ruotano una serie di secondari caratterizzati abbastanza bene: c'è Marlee, la super-vivace biondina, poi Celeste, che è la rivale gelosa e pronta a tutto (inclusi sabotaggi agli abiti delle altre, cosa che mi ha fatto molto sorridere); anche la famiglia reale, pur restando sullo sfondo, non sembra solo una presenza messa lì per fare scena, ma piuttosto una coppia innamorata e affiatata.

Riguardo allo stile, posso dire poco, avendolo letto in italiano: l'autrice è evidentemente alle prime armi, quindi non aspettatevi una prosa fluentissima e particolareggiata, ma nemmeno un libro scritto coi piedi (se mi si passa il termine)

Ovviamente, il libro è il primo di una trilogia, quindi finisce a metà; The Elitè, il seguito, è uscito in America il 23 aprile, ma ancora non si sa quando arriverà in Italia.
Esiste anche un breve racconto di 50 pagine dedicato al principe Maxon prima della Selezione, ma costa una cifra folle, tipo 6,50€, quindi resterà lì fino a che non ci sarà un'offerta imperdibile.

Che dire, se siete desiderose di staccare il cervello per qualche ora e perdervi in un mondo dorato popolato da principi galanti e vestiti magnifici, non esitate a comprarlo. Per il resto, alla larga.

domenica 5 maggio 2013

Trilogia di Leviathan - Scott Westerfeld

E' da qualche giorno che voglio parlare di questa trilogia, ma continuo a rimandare nel tentativo di schiarirmi le idee ed allontanarmi un minimo dai personaggi e dalle loro avventure. Sì perchè questi libri mi sono piaciuti così tanto che se avessi scritto subito un post, sarebbe stato degno della rubrica "Deliri fangirlistici" xD
Ma veniamo a noi: siamo agli inizi della Prima Guerra Mondiale, proprio la notte in cui l'Arciduca Ferdinando e sua moglie vengono avvelenarti. Ma gli avevano sparato il pomeriggio? In effetti, mi sono scordata di dire che questo libro non è ambientato proprio nel nostro mondo; nei cieli del mondo di Westerfeld infatti, volano strane creature nate dalla sintesi di varie specie, ma anche macchine che nulla hanno da invidiare a queste ultime.
Insomma, durante questa infausta notte, il giovane principe Aleksander viene svegliato dai suoi fedeli servitori per essere messo in salvo dai cospiratori che hanno assassinato l'Arciduca e sua moglie; contemporaneamente, in Inghilterra, il giovane aspirante cadetto Dylan Sharp si fa un voletto non previsto su un Huxley (una bestia di sintesi, vagamente somigliante ad una medusa) e viene reclutato nell'esercito di sua maestà. In effetti, Dylan si chiama Deryn ed è una ragazza, ma non è che la cosa si noti più di tanto.
Le vite dei due ragazzi si incroceranno quando il dirigibile su cui è arruolata Deryn si schianterà sulle Alpi, proprio vicino al castello dove aveva trovato rifugio Alek.
Non voglio dire di più sulla trama, anche perchè come ho detto si tratta di una trilogia: i tre romanzi sono strettamente legati tra loro, anche se in ognuno abbiamo un evento centrale che trova risoluzione alla fine.

Tra le caratteristiche migliori, sicuramente c'è l'ambientazione: siamo in Europa certo, ma la scoperta del DNA da parte di Darwin ha consentito la creazione di bestie fantastiche come il Leviathan, un dirigibile che in realtà è una balena capace di produrre idrogeno e volare; la comparsa di queste creature ha però portato ad una netta divisione tra le potenze europee: da una parte abbiamo i Darwinisti, dall'altra i Cigolanti, che preferiscono la tecnologia e le macchine, che danno un fortissimo tocco steampunk a tutta la storia.
Nel corso dei loro viaggi, Deryn e Alek incontreranno culture diverse e, talvolta, vedranno le due realtà convivere, come in America.

La trama è ben orchestrata e non ho notato particolari cali o svarioni finali, come purtroppo accade in alcune delle trilogie che ho letto di recente; Westerfeld racconta una storia appassionante, piena di colpi di scena e momenti emozionanti, senza tralasciare l'aspetto romantico, comunque molto contenuto, trovandosi in un romanzo per ragazzi

I personaggi principali sono tutti ben caratterizzati e anche quelli che fanno delle comparse limitate lasciano il segno; sicuramente i miei preferiti sono Alek e Deryn, che hanno modo di crescere durante le loro avventure, superando sia le difficoltà date dalla guerra, sia quelle che derivano dalla scoperta dell'inganno di Deryn da parte di Alek; nei capitoli che parlano di come i due affrontano questa cosa mi sono letteralmente sciolta: non c'è la passione travolgente (e artificiosa) che si ritrova in certi YA, ma nemmeno la faccenda viene risolta con un "Vabbè, amici come prima", anzi, far chiarezza nei propri sentimenti non sarà facile.
Tra i secondari, ho adorato Nora Barlow, la scienziata/diplomatica col tilacino al guinzaglio: è una donna acuta e anche un po' calcolatrice, ma non ho potuto non adorarla.

In Italia, la serie è stata pubblicata in un unico volume dal più di mille pagine, che sicuramente fa risparmiare un sacco, ma è scomodissimo da portarsi dietro. Fortunatamente, sono state mantenute le spendide illustrazioni che accompagnano la narrazione, visto che aiutano molto a visualizzare le bizzarre creature che popolano questa Europa alternativa.


In conclusione, Leviathan, Behemoth e Goliath sono tre libri che consiglio senza ombra di dubbio a tutti gli amanti del fantasy e delle ucronie per ragazzi, ma soprattutto, lo consiglio ai lettori più giovani, magari dai 12 anni in su, sia maschi che femmine, perchè questa storia non può non conquistarli.

Di Scott Westerfel sono stati pubblicati in Italia anche la trilogia di Brutti, composta da Brutti, Perfetti e Speciali, una serie YA distopica (precedente a Hunger Games ò_ò), la duologia VampIRUS e Apocalypse Vampirus, che tratta il tema dei non morti preferiti dalle ragazzine da un punto di vista decisamente diverso, I diari della mezzanotte (un'altra trilogia paranormal) e Fashion Killers.

domenica 28 aprile 2013

Deliri fangirlistici #1


Inauguriamo una nuova "rubrica" (che chiamarla così fa pure figo) che darà giustificazione al nome del blog **
E' uscita la cover di Unhinged, seguito di Splintered! Pensavo fosse un libro unico e invece sarà una serie, ma vabbè, farò lo sforzo di comprarlo ù_ù
Adoro questa cover, così come ho adorato quella del primo libro ** Viste dal vivo sono anche più belle **
Non vedo l'ora di avere il libro fra le mie avide manine <3

lunedì 22 aprile 2013

Beautiful Creatures "Libro vs Film"

Devo assolutamente decidermi a iniziare la pianificazione dei post è_è non è che non ho nulla di cui parlare, è che mi perdo in diecimila scemenze t_t Ma cominciamo!

 Beautiful Creatures, noto in Italia come "La Sedicesima Luna", è uno dei tantissimi esempi di paranormal romance young adult che popolano le librerie da un paio d'anni a questa parte; non voglio lanciarmi in un pippone infinito sul genere in questione (magari lo farò prossimamente, quando mi sarò documentata meglio), quanto piuttosto esprimere un paio di considerazioni e fare un confronto fra libro e film.

Qual è la trama? Presto detto: Ethan è un ragazzo di 16 anni che vive nel paesino più retrogrado e bigotto di tutta l'America del Sud (suppongo sia concittadino di Stan Smith ò_ò), ma vorrebbe andarsene il più presto possibile, anche per dimenticare la difficile situazione familiare; il padre infatti si è rinchiuso nel suo studio dopo la tragica morte della moglie, lasciando il figlio da solo col suo dolore.
Accanto a Ethan c'è però Amma, la donna delle pulizie/tata, che si preoccupa per lui come una seconda madre...ah già, è anche una Veggente, discendente da un'antica stirpe di indovine ed esperte di voodoo.
Un bel giorno, nella ridente Gatlin, arriva Lena Duchannes, nipote del misterioso Macon Ravenwood, che vive recluso nella sua villa da anni; inutile dire che la ragazza sarà presa di mira dalla scuola intera, salvo fatto per Ethan, che si rende conto di avere davanti la protagonista del sogno che lo tormenta da mesi.
Che lo dico a fare...è Amore! Ma, come in ogni YA che si rispetti, sarà un amore difficile, anche perchè Lena è una Maga e il giorno del suo 16esimo compleanno sarà Reclamata dalla Luce o dalle Tenebre, senza possibilità di scampo o di scelta.

La cosa che più mi ha fatto apprezzare questo romanzo sono stati proprio i personaggi che lo popolano: Ethan è un ragazzo innamorato, ma senza atteggiamenti da super-macho o da bellostronzo, mentre Lena, pur essendo un tantinello Marysuesca, non risulta mai troppo esasperata; ha paura della Reclamazione e di quello che potrebbe comportare e vorrebbe vivere come una ragazza normale.
I personaggi secondari, come Link o Marian, sono caratterizzati con la stessa cura riservata ai principali, e lo stesso vale per i parenti di Lena; Ridley, Recee, Macon e compagnia hanno tutti un background, non approfonditissimo nel primo capitolo, ma che nei seguenti viene esplorato sempre di più.
Secondo punto a favore è il punto di vista piuttosto insolito: è Ethan che racconta la storia, quindi abbiamo una visione al "maschile" degli avvenimenti, cosa rara in uno YA. E poi è scritto al passato. Non avete idea di quanto mi infastidisca leggere libri scritti al presente é_è

Ma veniamo alla seconda parte del post, ovvero, l'immancabile trasposizione cinematografica!!
Dopo aver terminato la visione, una domanda mi è sorta spontanea: perchè? E poi un altro paio: chi? Come?? Poi sono seguiti i moccoli, ma lasciamo correre è_é

Come si può dedurre, non mi è piaciuto.
I problemi sono stati fondamentalmente due: il casting, fatto dalle stesse persone che scelsero Banderas per fare Armand nell'Intervista col Vampiro, e la sceneggiatura.
Ora, la trama di BC non è così complessa da aver bisogno di grosse semplificazioni; ci sono sicuramente delle parti superflue, delle spiegazioni lunghe che si possono accorciare, ma cambiare totalmente una storia tanto amata dai fan mi sembra davvero assurdo.
Alcuni personaggi sono stati stravolti completamente, tipo Macon, che sembra solo un gran rompipalle che sta lì per fare scenate alla nipote, o Amma, che è misteriosamente ringiovanita e non brandisce il suo mitico cucchiaio da cucina, ma dispensa consigli ad cazzum tanto per fare scena. Ad altri, tipo Marian o Recee, è andata meglio e sono direttamente spariti dall'obbrobr dalla pellicola.
La trama ha pochissimi punti di contatto con quella del libro (l'incontro tra Ethan e Lena, le visioni del cammeo e i piani di Sarafine) mentre il resto è stato trasformato in una sorta di teen movie di serie Z, con tanto di sguardi languidi e musiche struggenti. Persino il finale è completamente diverso.

Il casting è stata la seconda nota dolente: se posso passare sopra ad una Ridley mora sprovvista dei suoi letali lecca lecca, vedere Ethan interpretato da Alden Ehrenreich (che ha 24 anni e ne dimostra 30) è stato impossibile da ignorare. Non dico che non fosse bravo, anzi...solo che avrebbe dovuto interpretare un 16enne, non un vecchio babbione che va ancora al liceo. Sorvolo su Macon (Jeremy Irons sarà anche bravo, ma il personaggio che interpretava era tutto sbagliato) e su Amma che è meglio.

Se vi venisse la voglia di saperne di più su questa storia, lasciate perdere il film e buttatevi sul libro.

martedì 19 marzo 2013

Ultime letture libresche

 E rieccomi qua, dopo essere sopravvissuta a Sorgo Rosso e aver infilato Mo Yan nell'elenco di quelli da leggere una volta all'anno e non di più, insieme a Saramago <3 Non ho alcuna intenzione di parlare di questo libro, non credo di averne i mezzi, in realtà non ne ho proprio voglia ò_ò
Invece voglio parlare di altri due libri che ho finito questo mese, ovvero Selina Penaluna di Jan Page e Splintered di A.G. Howard.

Partiamo dal primo. Selina Penaluna è una sirena. Per lo meno, questo è quello che le ha sempre raccontato sua madre, prima di abbandonarla inisieme ad un padre alcolizzato. Selina è bionda, ha gli occhi viola ed una pelle chiarissima. Selina è bella in modo selvaggio, con i capelli lunghissimi sempre annodati e l'aria di chi non si ritrova nelle restrizioni della società in cui vive.
Ellen e Jack sono due gemelli londinesi, costretti a rifugiarsi in Cornovaglia per sfuggire alle bombe tedesche (siamo negli ultimi anni della II° guerra mondiale)
Ellen si sforza in tutti i modi di compiacere la famiglia che l'ha accolta assieme a suo fratello, diventa una figlia perfetta; Jack invece rifiuta qualsiasi gentilezza gli venga offerta, vuole tornare a casa sua, riabbracciare i suoi veri genitori.
Un giorno, Jack e Ellen incontrano Selina e da questo incontro scaturiranno sentimenti fortissimi e incontrollabili.
Quando ho inziato questo libro sinceramente non sapevo cosa aspettarmi: dalla quarta di copertina sembra quasi un fantasy che parla di sirene, mentre più si va avanti nella storia e più ci si rende conto che il vero fulcro della narrazione è il rapporto che si crea tra i tre protagonisti. Jack si innamora perdutamente di Selina, mentre Ellen è gelosa, la teme perchè sente che lei potrebbe portarle via il fratello. La conclusione non ve la dico, ma si può immaginare. Selina è un personaggio che mi ha fatto tanta tristezza; se fosse vissuta qualche secolo prima probabilmente l'avrebbero bruciata su un rogo, ma anche "l'era moderna" la bolla come una poco di buono senza indagare davvero su chi sia.
E' più difficile affezionarsi ad Ellen, ma il suo punto di vista è comprensibile e le sue reazioni sono credibili per un'adolescente che ha perso tutti i punti di riferimento.
Bello davvero, anche se ti lascia dentro un po' di malinconia.

Il secondo titolo citato è un retelling di Alice nel Paese delle Meraviglie. Confesso che l'ho comprato dopo essere stata folgorata dalla copertina; il fatto che su BookDepository costasse 8€ ha fatto il resto.
Veniamo alla trama: Alyssa è una discendente di Alice Liddel, la bambina che ispirò a Lewis Carrol il suo libro più famoso. Peccato che lei farebbe di tutto pur di cancellare questa parentela, che, oltre a procurarle continue prese in giro dai compagni (io in realtà avrei quasi voluto un autografo, ma vabbè) le è costata anche la possibilità di stare vicina alla madre, internata in una clinica psichiatrica. Il vero dramma viene quando anche Alyssa comincia ad avere gli stessi sintomi della madre: sente le voci di insetti e piante e ha strane visioni che sembrano somigliare davvero tanto al mondo di Carrol. Per liberarsene (e per salvare la madre da trattamenti sempre più invasivi) dovrà affrontare le sue paure e scoprire che forse, Carroll non si era inventato nulla.
Sì, lo so, non se ne può più di Alice,del Cappellaio e dello Stregatto, ce li hanno proposti in tutte le salse possibili, libri, fumetti, film, animazione e dio solo sa cos'altro; però questo libro è riuscito ad appassionarmi.
Innanzitutto Alyssa non è una palla infinita come certe protagoniste che si piangono addosso, aspetttano di essere salvate o stanno tre libri a rimuginare sui propri sentimenti per poi fare la scelta più ovvia (mi senti Katniss? Ce l'ho con te!); la nostra eroina affronta le sfide che le si parano davanti con coraggio, ma al contempo si appoggia a Jeb, l'immancabile bravo ragazzo, che l'aiuta a farsi forza nei momenti più difficili.
Ovviamente, come in ogni Young Adult che si rispetti, c'è anche il bel tenebroso che tira le fila di tutto, ma che è anche innamorato della protagonista (anzi, nel caso di Morpheus sono addirittura amici d'infanzia! Pare proprio uno shoujo manga xD) Il fatto che Alyssa non voglia per forza fare tutto da se mi è piaciuto molto: nella vita non procediamo quasi mai da soli e appoggiarsi agli altri nei momenti difficili non è sintomo di debolezza (sempre se non diventa un'abitudine)
Una nota a parte per l'ambientazione: la Wonderland dell'autrice deve parecchio al film di Burton, ma non è una scopiazzatuara spudarata, anzi, è una bella rielaborazione che io ho apprezzato molto di più.
Unica pecca del libro, per ora si trova solo in inglese, essendo uscito da pochi mesi. Lo consiglio agli anglofoni appassionati di Alice <3

martedì 12 marzo 2013

L'ombra dello scorpione - Stephen King

Torno a parlare del Re (si è capito che è uno dei miei autori preferiti?) e lo faccio con un romanzo che mi ha soddisfatto solo in parte.

Siamo in America, negli anni '80. Un gruppo di amici è seduto al bancone di una stazione di servizio a bersi una birra dopo una giornata di lavoro; i discorsi sono gli stessi di sempre, la crisi economica, i guai con le mogli, il governo, i complotti.
Improvvisamente, un'auto si schianta sulle pompe di benzina; aprendo gli sportelli, i nostri bevitori si trovano davanti uno spettacolo orrendo: una donna e una bambina morte e un uomo delirante. Ovviamente, viene chiamata un'ambulanza e tutto pare finire lì.
Putroppo però l'uomo aveva contratto il temibile virus sviluppato dal "Progetto Azzurro", virus capace di mutare a velocità incredibile, tanto che non solo le difese di chi ne viene colpito, ma anche i vaccini sono completamente inutili.
L'infezione si diffonderà in brevissimo tempo, sterminando quasi tutta la popolazione americana e probabilmente mondiale, lasciando solo alcuni spauriti gruppetti di sopravvissuti.

Arrivati a questo punto, un autore normale sarebbe partito in quarta con le descrizioni dei tentativi di organizzazione dei sopravvissuti, raccontandoci gli scontri per la supremazia e la sopravvivenza e magari ci avrebbe fatto notare come l'essere umano tenti di ricostruire sempre lo stesso tipo di società.
King fa tutto questo certo, ma in parallello delinea anche l'espansione di due sfere d'influenza, ciascuna incentrata su una figura principale, che andranno verso uno scontro tra bene e male, tra Dio e il Diavolo, il tutto condito da sogni premonitori, ragazzini parecchio intuitivi e anziane donne che sembrano sentire la voce di Dio stesso.

A mio parere, il punto di forza di questo romanzo sta nei numerosi personaggi, tutti delineati alla perfezione; c'è Stu, l'unico sopravvissuto del gruppetto dei bevitori dell'inizio, che deve accollarsi il ruolo del capo anche se non vorrebbe, Nick, sordomuto ma dotato di un carisma incredibile, che gli permette di riunire intorno a se tutta la comunità dei "buoni"; c'è anche Larry, uno dei miei preferiti insieme a Nick, che si sforza di superare le sue paure e di essere un uomo migliore, sbagliando, ferendosi e ferendo innumerevoli volte, che sul finale mi ha quasi fatto scendere una lacrimuccia.
Anche i personaggi femminili non sono da poco: a parte Mother Abigail (che ha 108 anni e se ne va a spasso per le campagne come se niente fosse) ci sono Frannie, che affronta la morte dei genitori e l'angoscia di portare un bambino in grembo senza sapere se sopravviverà al virus una volta nato, e Nadine, che tenta di sfuggire ad un destino che la attende da una vita intera e compie una scelta che non mi aspettavo.

Una menzione speciale va riservata al cattivo del romanzo, Randall Flagg, l'Uomo che cammina; documentandomi in giro, ho scoperto che è un personaggio ricorrente nei libri di King (compare nella Torre Nera e ne Gli occhi del drago) e che in tutti rappresenta il male.
E' un cattivo classico: niente passato tormentato (almeno ne L'ombra dello scorpione), niente malattie mentali, Randall sembra essere l'Anticristo o il Diavolo stesso, arrivato sulla Terra per portare caos e distruzione. Anche il suo epilogo è abbastanza classico, ma non scontato e non voglio dire di più, perchè rovinerebbe la sorpresa.

Che cosa non mi ha convinto di questo romanzo? La lunghezza delle parti dedicate alla riorganizzazione della società dei "buoni"; tutte quelle pagine usate per descrivere le assemblee, la pulizia della città, la rimozione dei corpi mi hanno fatto sbadigliare parecchio e le ho trovate poco utili ai fini della storia in sé.
Fra le altre cose, quella che ho letto io non è neppure la versione integrale, che ha diverse parti in più (e che non ho attualmente intenzione di leggere)

Tirando le somme, è stato un libro che ho letto con piacere e che mi ha invogliato a terminare il recupero della Torre Nera, ma che non mi sentirei di consigliare a chi non ha mai letto King (meglio iniziare con Carrie o Misery) Se siete fan del Re come me invece, correte a comprarlo, Randall Flagg vi aspetta per stregarvi col suo terrificante sorriso.

sabato 23 febbraio 2013

Misery - Stephen King

Avete mai letto un libro che vi appassiona tanto da farvi sembrare i personaggi vivi e reali? Vi siete mai affezionati così tanto alle creature di uno scrittore da piangere quando succede loro qualcosa?
Vi è mai venuto in mente di andare a fare una spedizione punitiva alla sessione d'autografi di un'autrice perchè il finale di uno dei suoi libri più belli faceva schifo al maiale? (Aehm, qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale °_° CASUALE  ho detto! ò_ò Maledetta Robin Hobb t.t)
Bene, se vi è successo, ci sono buone probabilità che possiate simpatizzare per la protagonista di questo libro.

Ma tornianmo seri: Paul Sheldon è uno scrittore di grande successo; con la saga di Misery ha venduto milioni di copie, ma vorrebbe essere famoso anche per i libri che lui giudica seri. Finalmente il suo sogno potrà avverarsi: la saga di Misery si è conclusa, la sua eroina è morta e lui è libero di dare alle stampe il suo ultimo romanzo, Bolidi.
Purtroppo, nella felicità di aver raggiunto il suo traguardo, il nostro Paul alza un pochino il gomito e finisce fuori strada con le gambe fracassate, su una stradina di campagna sconosciuta ai più.
Fortuna vuole che passi di lì vicino l'ex-infermiera Annie Wilkies, che raccoglie Paul dai rottami e lo porta a casa sua; sarebbe stato meglio un'ospedale? Mannò! D'altra parte Annie è la fan numero 1 di Paul, non c'è sitemazione migliore per lui delle sue manine amorevoli. Come? Ah già, Annie non ha ancora letto l'ultimo libro della saga di Misery. Oh-oh...

Si apre così uno dei romanzi più famosi del Re, che non è soltanto la cronaca della discesa nella follia di un prigioniero e della sua carceriera, ma offre anche moltissimi spunti di riflessione su cosa voglia dire fare lo scrittore, su quali siano le rinunce che talvolta si devono fare, sacrificando i propri desideri per il profitto.
Paul è quasi sicuramente una sorta di doppio di King, per lo meno del King dell'epoca (il 1987) e attraverso il suo personaggio ci viene data una raffigurazione del mestiere dello scrittore che non è proprio idilliaca.

Oltre alle riflessioni più "astratte", Misery è uno dei romanzi che più mi sono piaciuti del Re: non ci sono creature malvage dallo spazio profondo, non ci sono, per una volta, padri violenti, madri soffocanti o famiglie disagiate; Annie è malata, uccide per alleviare le sofferenze di quelli che la circondano, oppure perchè chi le sta vicino l'ha infastidita in qualche modo.
Sinceramente, gli psicopatici dei romanzi (di King e non solo) che sono tali perchè traumatizzati da un'infanzia triste o da altre amenità simili, mi lasciano sempre un po' freddina, dandomi come l'impressione che l'autore voglia in qualche modo giustificare il suo personaggio e portarti a pensare "Poverino, mica è colpa sua se è così". In effetti, non è "colpa" di Annie l'essere malata, ma è un dato di fatto, lei è così, quindi sequestrare il suo scrittore preferito e costringerlo a scrivere un romanzo solo per lei rientra nella "normalità". E, fra le altre cose, agisce con una lucidità da pazza che suona parecchio realistica quando nasconde le tracce dei suoi numerosi delitti.

In conclusione, un libro da leggere se si è fan di King, se piacciono le storie che lasciano un senso di claustrofobia anche dopo averle finite, se ci si appassiona alle "discese nella follia" dei personaggi.
Sconsigliato ai deboli di stomaco, certe scene potrebbero dare molto fastidio.

venerdì 8 febbraio 2013

I viaggi di Gulliver - Jonathan Swift

Bene,credo che questo sia il 5° blog che apro...speriamo che abbia maggior fortuna degli altri!
Iniziamo subito con una recensione libresca, anche se non credo di essere davvero in grado di analizzare un classico come "I viaggi di Gulliver".
In ogni caso ecco la trama: Gulliver è un medico di bordo che, a seguito di naufragi, ammutinamenti e altre amenità simili, si ritrova in terre mai scoperte prima dall'uomo. La prima è Lilliput, abitata da omini alti 15cm; successivamente scoprirà
Brobdingnag, la terra dei giganti; la terza è Laputa, l'isola nel cielo (sì, quella a cui si è ispirato Miyazaki per "Il castello nel cielo") e l'ultimo, surreale, luogo è la terra degli Houyhnhnm, cavalli intelligenti che comandano i bestiali Yahoo, esseri dalle fattezze umane, ma dai comportamenti selvaggi.

Come tutti più o meno, conoscevo quest'opera grazie alle trasposizioni cinematografiche (che coprono solo i primi due libri, almeno per quanto ho visto) e anche perchè era nel programma d'inglese alle superiori; una volta terminata la lettura mi è sorta una domanda: chi ha classificato questo libro come "letteratura per ragazzi"? Evidentemente la presenza di terre fantastiche popolate da strane creature ha tratto in inganno.
 Fin dalle prime pagine è evidente che lo scopo dell'autore è la critica, una spietata e pungente critica alla società europea del tempo, mascherata da diario di viaggio; più avanzavo nella lettura e più mi sembrava che l'autore si divertisse a infierire sul genere umano, ridicolizzando quelle che erano le fissazioni del tempo ed evidenziando la corruzione che ammorbava i governi.
Di contorno, c'è anche una non troppo sottile presa in giro dei racconti di viaggio, in voga al tempo.

Non è stata una lettura facile o scorrevole, complice la traduzione che si sforza di essere fedele all'originale, scritto nel 1726; alcuni punti mi sono risultati davvero pesanti, specialmente quando l'autore si lancia in lunge tirate in "difesa" della sua società, che in realtà fanno tutto meno che difenderla. Forse avrei preferito una critica più sottile, meno calcata, ma vabbè, è pur sempre un libro che ha quasi tre secoli sulle spalle, un minimo di invecchiamento è naturale.
Certamente non è una lettura che consiglierei ad un bambino di 10 anni, a meno che non si tratti di una riduzione, ma nemmeno ad un ragazzo di 14/15, specialmente se poco abituato alla lettura.

La mia edizione è della Crescere Edizioni, conta 286 pagine ed ha un prezzo di copertina di 7,90€: non ho trovato grossi refusi o errori di grammatica, ma la rilegatura è un pelino dura e ho fatto un po' di fatica a tenerlo aperto senza rovinare la costina.